Struttura
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale (IBAF)
Via Guglielmo Marconi, 2 - "Villa Paolina"
05010 Porano Terni
Tel. 076 3374911
Fax: 076 3374980
Url:
http://www.ibaf.cnr.it
Dipartimento
Terra e Ambiente
Parole chiave
biorimedio, ammendanti, reti ecologiche
Servizi tecnico-scientifici offerti
Consulenza su progettazione ed applicazione di sistemi complessi di
fitorimedio di metalli pesanti ed idrocarburi alogenati. Progettazione
di interventi di recupero di vaste aree degradate. Progetti ed
applicazioni di recupero della fertilità di suoli contaminati.
Prodotti disponibili
Sono in corso di realizzazioni una banca dati sulle specie utili per il
fitorimedio di vari contaminanti e pubblicazioni su applicazioni di
fitorimedio effettuate ed in corso.
Ente o Amministrazione
Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR
Progetto
Controllo dell'inquinamento e recupero ambientale
Titolo
Relazione tra ecosistemi terrestri ed inquinanti: ripristino ecologico, biorimedio e biomitigazione
Descrizione e sintesi dei contenuti
Le attività di questa linea di ricerca riguardano aspetti del biorimedio di
suoli e materiali inquinati. Nell'ambito del fitorimedio, le attività sono
concentrate equamente sia su studi di base che su applicazioni sperimentali
di decontaminazione in aree di siti contaminati di interesse
nazionale. Vengono studiati caratteri fisiologici, biochimici e
molecolari di cloni di salicacee esposti a concentrazioni elevate di metalli
pesanti ed idrocarburi per individuare tratti utili per la selezione di
materiale vegetale per il fitorimedio. Su sistemi più complessi come aree e
parchi naturali, esposti all’inquinamento ed all’invasività di molte
attività umane vengono valutate le funzioni di ripristino delle condizioni
di naturalità da parte delle “reti ecologiche” ovvero aree strategiche sulle
quali innestare interventi di tutela oltre che di valorizzazione del
patrimonio territoriale come ad esempio il restauro del paesaggio, la
conservazione e valorizzazione di ecosistemi unici e caratteristici, il
mantenimento delle risorse genetiche minacciate da attività antropiche. Tra
gli aspetti associati al ripristino sono anche inclusi gli studi sulla
conservazione ed il recupero della fertilità dei suoli contaminati.
Obiettivi / Finalità
- Studio dei processi fisiologici, biochimici e molecolari della pianta e
della rizosfera per rendere più rapide ed efficaci le applicazioni di
fitorimedio di suoli da metalli pesanti e sostanze organiche
- Studio e sviluppo di biotecnologie di disinquinamento di materiali
legnosi da sostanze idrocarburiche e fenoli
- Sviluppo di tecnologie innovative per la trasformazione biologica di
reflui oleari ed enologici da impiegarsi nel recupero della fertilità dei
suoli contaminati
- Sviluppo di metodi innovativi per il controllo integrato
dell’efficienza dei processi di biotrasformazione e qualità dei prodotti
ottenuti
- Analisi dei “sistemi biologici complessi”
- Realizzazione di reti ecologiche per la gestione ed il recupero degli
ecosistemi degradati
Competenze e tipologia risorse umane impegnate
Nelle attività di questa linea di ricerca sono impegnati esperti di chimica
analitica, biochimica, microbiologia, micologia, ecofisiologia e patologia
vegetali, scienze forestali, e architettura del paesaggio mentre le
tematiche affrontate riguardano
- le relazioni tra fisiologia e metabolismo delle piante con stress
ambientali ed inquinamento
- le metodologie analitiche strumentali più sensibili
- le biotecnologie per la trasformazione di reflui in materiale
ammendante per l'agricoltura e per la degradazione di inquinanti
ambientali
- la valutazione quantitativa dell'efficienza dei processi di
disinquinamento
- la gestione ed il recupero del degrado ambientale su scala
territoriale
Partners esterni
Università La Tuscia Viterbo, Prof M Sabatti (DISAFRI) e Università di
Parma, Prof N. Marmiroli ( Dip Scienze Ambientali)
Risultati ottenuti
I risultati ottenuti sono:
- messa a punto di un sistema di monitoraggio dell’attività delle piante
basato su parametri fotosintetici rilevati durante il processo di
fitorimedio di cadmio da suolo ed acque contaminate
- Comprensione dell’interazione tra fotosintesi e cadmio assorbito e
traslocato nelle foglie con selezione di cloni di pioppo candidati per
applicazioni di fitorimedio da inquinamento con tale metallo
- Selezione di pioppi per il controllo del bilancio idrico in aree
contaminate per prevenire la lisciviazione dei contaminanti
- Produzione e caratterizzazione di un compost di qualità da reflui
oleari ed enologici per il ripristino della fertilità in suoli
contaminati
- Selezione di ceppi fungini idonei per la degradazione di creosoto
presente su materiale legnoso
- Prima valutazione dell'applicabilità delle reti ecologiche per il
recupero del degrado ambientale di vaste aree
- Sviluppo di metodi innovativi di controllo dell’andamento del
fitorimedio basati sia su tecniche chimico-analitiche che
tossicologiche
- Sviluppo di una metodologia analitica per la determinazione rapida e
contemporanea di metalli pesanti “ in situ” mediante un sistema portatile
di analisi della fluorescenza a raggi X
Ricadute per processi produttivi
Le attività svolte nell'ambito di questa linea di ricerca possono avere
ricadute innovative sulle tecnologie di bonifica e recupero ambientale, in
particolare su quelle che utilizzano le piante arboree per il controllo
dell’equilibrio idrico di un’area fortemente contaminata, per l’estrazione
di metalli pesanti come cadmio, arsenico, piombo e zinco da aree contaminate
con caratterizzazione di rischio e sulla decontaminazione di materiale
legnoso inquinato da creosoto.
Risposte a bisogni individuali e collettivi
Gli studi sul disinquinamento con l'utilizzazione di piante ed altri
organismi biologici rispondono ai bisogni collettivi di riqualificazione
dell'ambiente degradato dalle attività antropiche.