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Inquinamento marino

Up one level

Monitoraggio, Bioindicatori e Mediterraneo

Responsabile
Dott.ssa Lucrezia Genovese
Tel. 090 669003
e-mail: lucrezia.genovese@iamc.cnr.it
Struttura
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto per l'Ambiente Marino Costiero (IAMC)
Calata Porta di Massa
80133 Porto di Napoli, Napoli
Tel. 081 5423811
Dipartimento
Terra e Ambiente
Parole chiave
inquinamento marino, monitoraggio, bioindicatori, bioremediation, biotecnologie marine
Servizi tecnico-scientifici offerti
  • Approccio metodologico innovativo in  mesoscala o in impianti pilota su suolo, sedimenti marini e ambiente marino per il recupero di ambienti contaminati da idrocarburi
  • Supporto tecnico-gestionale alle amministrazioni e agli enti per la predisposizione di piani gestione per la tutela dell’ambiente marino
Prodotti disponibili
Pubblicazioni ISI  2007
Azzaro F., Decembrini F., Raffa F., Crisafi E. (2007). Seasonal variability of phytoplankton fluorescence in relation to the Straits of Messina (Sicily) tidal upwelling. Ocean Science, 3, 451-460
Cappello S., Caruso G., Zampino D., Monticelli L.S, Maimone G., Denaro R., Tripodo B., Troussellier M. Yakimov M., and Giuliano L. (2007). Microbial community dynamics during assays of harbour oil spill bioremediation: a microscale simulation study. Journal of Applied Microbiology, 102 (1): 184-194
Cappello S., Denaro R., Genovese M., Giuliano L. and Yakimov M.M. (2007). Predominant growth of Alcanivorax during experiments on "oil spill bioremediation" in mesocosms. Microbiol. Res., 162 (2): 185-190.
Flindt M.R., Pedersen C.B., Amos C.L., Levy A., Bergamasco A. and Friend P.L. (2007). Transport, sloughing and settling rates of estuarine macrophytes: Mechanisms and ecological implications, Continental Shelf Research, 27: 1096-1103
Hallsworth, J.E., Yakimov, M.M., Golyshin, P.N., Gillion, J.L.M., D'Auria, G., de Lima Alves, F., La Cono, V., Genovese, M., McKew, B.A., Hayes, S.L., Harris, G., Giuliano, L., Timmis, K.N. and McGenity T.J. (2007). Limits of life in MgCl2-containing environments: chaotropicity defines the window. Environm. Microbiol., 9: 801-813
Magagnini M., Corinaldesi C., Monticelli L.S., De Domenico E., Danovaro R. (2007). Viral abundance and distribution in mesopelagic and bathypelagic waters of the Mediterranean Sea. Deep-Sea Research Part I, 54: 1209-1220
Mancuso M., Avendaño-Herrera R., Zaccone R., Toranzo A. E., Magariños B. (2007). Evaluation of different DNA-based fingerprinting methods for typing Photobacterium damselae ssp. piscicida. Biological Research, 40 (1): 85-92
Maricchiolo G., Genovese L., Laura' R., Micale V., Muglia U. (2007). Fine structure of spermatozoon in the gilthead sea bream (Sparus aurata, Linnaeus, 1758) (Perciformes, Sparidae). Histology and Histopathology, 22: 79-83
Martin-Cuadrado A.B., P. Lopez-Garcia, Alba J.C., Moreira D., L. Monticelli, A. Strittmatter, G. Gottschalk, Rodriguez-Valera F. (2007). Metagenomics of the Deep Mediterranean, a Warm Bathypelagic Habitat. PloS ONE, 2(9): e914
McKew, B.A., Coulon, F., Yakimov, M.M., Denaro, R., Genovese, M., Smith, C.J., Osborn, A.M., Timmis, K.N. and McGenity, T.J. (2007). Efficacy of intervention strategies for bioremediation of crude oil in marine systems and effects on indigenous hydrocarbonoclastic bacteria. Environm. Microbiol., 9(6): 1562-1571
Neumeier U., Friend P.L., Gangelhof U., Lunding J., Lundkvist M., Bergamasco A., Amos C.L. & Flindt M. (2007). The influence of fish feed pellets on the stability of seabed sediment, a laboratory flume investigation. Estuarine, Coastal and Shelf Science, 75 (3): 347-357
Palmegiano G.B., Costanzo M.T., Dapra' F., Gai F., Galletta M.G., Maricchiolo G., Micale V., Peiretti P.G. And Genovese L. (2007). Rice protein concentrate meal as potential dietary ingredient in practical diets for blackspot seabream (Pagellus bogaraveo). Journal of Animal Physiology and Animal Nutrition, 91: 235-239.
Sitran R., Bergamasco A., Decembrini F., Guglielmo L. (2007). Temporal succession of tintinnids in the Northern Ionian Sea, Central Mediterranean, Journal of Plankton Research, 29 (6): 495-508
Yakimov, M.M., Cono, V., Denaro R., D'Auria, G., Decembrini, F., Timmis, K.N., Golyshin, P.N. and Giuliano, L. (2007). Primary producing prokaryotic communities of brine, interface and seawater above the halocline of deep anoxic lake L'Atalante, Eastern Mediterranean Sea. ISME Journal, 1: 743–755
Yakimov, M.M., Giuliano, L., Cappello, S., Denaro, R. and Golyshin, P.N. (2007). Microbial community of hydrothermal mud vent underneath the deep-sea anoxic brine lake Urania (Eastern Mediterranean). Orig. Life Evol. Biosph., 37: 177-188
Yakimov, M.M., Timmis, K.N. and Golyshin, P.N. (2007). Obligate marine hydrocarbonoclastic bacteria. Current Opinion in Biotechnology , 18 (3): 257-266
Zappalà' G., Reseghetti F., Manzella G.M.R. (2007). Development of an automatic multiple launcher for expendable probes. Ocean Sci., 3: 173-178

Ente o Amministrazione
Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR
Progetto
Qualità dei sistemi ambientali
Titolo
Qualità del Mare e delle acque costiere
Durata
2005 - 2009
Descrizione e sintesi dei contenuti
Forte urbanizzazione e sviluppo industriale costiero, notevole espansione turistica, sovrasfruttamento delle risorse della pesca sono le principali forzanti antropiche responsabili del degrado della qualità ambientale della fascia costiera, non solo in Italia, negli ultimi decenni. Solamente un'azione integrata ricerca-gestione può contribuire ad incanalare lo sviluppo socio-economico verso direzioni compatibili con la salvaguardia dell'ambiente, offrendo anche nuove prospettive occupazionali. Poiché le aree costiere sono sede di ecosistemi molto complessi, caratterizzati da elevata diversità, produttività biologica e da una alta variabilità spaziale e temporale dei processi fisici e biogeochimici naturali, la conservazione dell’integrità di questi ambienti e dei loro equilibri interni sono oggi gli obiettivi prioritari di tutte le politiche di sviluppo sociale ed economico di ogni paese del mondo. Le tematiche sviluppate ricadono principalmente nei seguenti ambiti 1)Caratterizzazione e monitoraggio di aree costiere nella logica di uno sviluppo sostenibile 2)Individuazione di bio-indicatori della qualità dell’ambiente marino 3)Bioremediation in ambiente marino finalizzato da un lato al recupero di aree marine affette dalla presenza di inquinanti chimici e dall’altro alla contestualizzazione e integrazione di bioindicatori batterici in modelli predittivi 4)Supporto della ricerca alla gestione della fascia costiera 5)Sviluppo di sistemi di produzione integrata in maricoltura che consentono il rispetto dell'ambiente, il benessere degli animali, la tutela della salute del consumatore.

Obiettivi / Finalità
  • Sviluppo delle conoscenze sulla qualità dell’ambiente marino costiero, tramite la definizione delle caratteristiche idrologiche, chimiche e biologiche di siti marini campione
  • Sviluppo di tecniche innovative applicabili in indagini di monitoraggio
  • Messa a punto di saggi biologici ed ecotossicologici per lo studio della qualità  dell’ambiente mediante analisi dei meccanismi molecolari coinvolti nell’azione degli agenti inquinanti
  • Determinare soluzioni ottimali di bioremediation
  • Realizzazione di banche dati e sistemi informativi geografici delle aree di studio
  • Trasferimento dei prodotti della ricerca in metodologie, strumenti operativi a disposizione dei managers della fascia costiera
Competenze e tipologia risorse umane impegnate
Il personale scientifico afferente alla ricerca possiede una formazione a carattere pluridisciplinare con particolare riferimento alle scienze oceanografiche e alla biologia marina. Possiede una chiara visione per quanto attiene  alla difesa del mare, all'inquinamento delle acque e dell'ambiente marino in genere; inoltre le risorse umane afferenti al comparto tecnico-scientifico, vantano decennale esperienza nel settore e sono a conoscenza degli strumenti tecnologici inerenti le tecniche di campionamento e di analisi. I ricercatori impegnati nel campo della bioremediation sono tra i maggiore esperti del settore per quanto riguarda il recupero delle aree marine affette da inquinamento da idrocarburi, con un gruppo di ricerca altamente specializzato e conosciuto in ambito internazionale.
Le risorse di personale impegnato consistono in 17 ricercatori afferenti alle diverse linee di attività inserite nella ricerca supportati da 6 unità di personale tecnico e 3 amministrativo.
Partners esterni
ARPA SICILIA, ENITECNOLOGIE, GBF, CIESM, NCMR, Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia
Risultati ottenuti
  • Applicazione di un approccio integrato allo studio di siti costieri campione in area Mediterranea
  • Caratterizzazione e monitoraggio delle aree costiere individuate
  • Messa a punto di sistemi di misura automatici, per la trasferibilità della tecnologia Kobold in altri siti ( sud-est asiatico)
  • Impulso alle problematiche HAB per le implicazioni di carattere sanitario, ecologico e socio-economico: controllo e messa  a punto di tecnologie innovative per la loro mitigazione
  • Validazione di test eco-tossicologici
  • Identificazione di un consorzio di microrganismi idrocarburo-degradanti quali biondicatori di contaminazione da petrolio in ambienti marini
  • Ottimizzazione di metodi atti alla ricerca dei microrganismi idrocarburo-degradanti (attraverso l’analisi tassonomica e quantitativa), compresi i limiti di determinazione delle tecniche stesse
  • Studi sui processi di weathering biologico di inquinanti idrocarburici in ambiente pelagico e contemporaneamente lo studio dell’effetto di tali inquinanti ai vari livelli della catena trofica marina
  • Misure di degradazione in mesoscala e implementazione di nuove tecnologie innovative per il risanamento di aree marine contaminate da petrolio
  • Biotecnologie applicate all’acquacoltura

Utilizzazione di
Strumentazione automatica di misura (da punto fisso quali piattaforme e da imbarcazione attrezzata (MB/R Luigi Sanzo)
Tecniche di microbiologia e biologia molecolare
Modellistica dei processi studiati
Specifici strumenti informatici (programmi di gestione dati provenienti da strumentazione di misura automatica)

Ricadute per processi produttivi
Le attività di studio della qualità del mare e delle acque costiere sviluppate hanno effetti indiretti su attività economiche che interessano gli ambienti costieri e di transizione (acquicoltura, pesca, turismo). La tematica sviluppata sui ”Batteri indicatori” potrebbe invece avere una ricaduta diretta sui processi produttivi legati alle attività industriali di disinquinamento di siti contaminati da idrocarburi.

Risposte a bisogni individuali e collettivi
Le attività sviluppate costituiscono un supporto alle pubbliche amministrazioni (Enti territoriali, ARPA, Regioni) nella predisposizione dei “Piani di gestione integrata della fascia costiera” al fine di un uso sostenibile delle risorse costiere. Tali attività concorrono alla implementazione di modelli di funzionamento degli ecosistemi e dell’effetto dei principali inquinanti nei riguardi della catena trofica fino all’uomo, con riflessi positivi sulla efficacia delle misure di salvaguardia dell’ambiente e sulla utilizzazione ottimale degli investimenti Un ulteriore aspetto delle ricadute della ricerca è legato alla formazione post-universitaria di esperti in strategie europee per la gestione integrata delle zone costiere
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Last modified 09 luglio 2009 01:52
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