Il Dottorato non si limita allo studio dell’ambiente in relazione alla sua capacità di pregiudicare e compromettere la stabilità delle opere d’arte né alla caratterizzazione di queste e della loro alterazione, ma soprattutto correlare la qualità ambientale e certi particolari aspetti ed indici di essa con indici di qualità e di stabilità (anche termodinamica) dei Beni Culturali. Questo presuppone la capacità non solo di misurare gli effetti dell’ambiente e la cinetica del loro prodursi sulle opere esposte, ma soprattutto di correlare attraverso modelli ed algoritmi i risultati di tali misure con specifici aspetti delle modificazioni climatiche. Ciò può essere realizzato soltanto con tematiche di studio molto avanzate e con elaborazioni che richiedono la piena confluenza delle varie discipline scientifiche. Sarà necessario in questo tipo di approccio anche la caratterizzazione differenziata tra sistemi indoor ed outdoor, inserendo quindi anche la realtà museale tra quella ambientale da trattare. Sarà necessario non limitare ai tradizionali processi di alterazione già ampiamente trattati ai livelli inferiori di formazione, ma estendere gli studi a processi meno reali ma altrettanto importanti affidati a fenomeni come l’effetto sale, la diffusione, l’osmosi, la solubilità differenziale, le reazioni accettore/donatore, lo studio in situ, l’individuazione di marker, il monitoraggio, il microclima, l’individuazione del rapporto tra materiale e cultura di macrorganismi, la correlazione tra manufatti storici e caratteristiche del sito, gli effetti di ambienti particolari (acque profonde, temperature estreme). Ma sarebbe riduttivo pensare ad un Dottorato che fosse soltanto dedicato alla più comune e popolare considerazione del rapporto tra ambiente e Beni Culturali, quella cioè appena trattata del rapporto causa effetto fra ambiente e danno. Sono molti altri gli aspetti di interesse. L’ambiente può diventare un Bene Culturale quando assume i caratteri di memoria storica ed il Bene Culturale può essere un Bene Ambientale quando ha i connotati per consentire di studiare le variazioni climatiche e di cicli meteorologici. Inoltre ai fini della protezione le correzioni ambientali devono essere finalizzate salvaguardando il carattere di bene da fruire delle opere d’arte e quindi mediando fra esigenze pubbliche ed esigenze culturali. Infine nello studio di un manufatto è fondamentale distinguere fra le caratteristiche proprie di questo, anche fra gli aspetti di composizione e quelli che possono derivare dall’ambiente. In questo senso i problemi di archeometria sono molto rappresentativi in quanto l’età misurata può essere differente da quella vera a causa dell’interazione dell’ambiente con il campione in analisi. In definitiva si vuole creare una figura scientifica molto avanzata che studi alle frontiere della scienza moderna e possa portare a questo settore il contributo di progresso che la scienza ha compiuto e continuerà a compiere."
Come è proprio del dottorato la formazione ad esso legata è soprattutto finalizzata alle attualità di ricerca avanzata per le quali le esigenze risultano crescenti come lo sono le problematiche e le urgenze; emergenza che questo settore così vitale per il nostro paese oggi presenta. La ricerca in questo senso ha compiuto, compie e compierà passi in avanti importanti ma perché ciò avvenga con corrispondenza alle richieste è necessario disporre di una classe giovane qualificata e preparata.
Con il nuovo dottorato proposto si intende contribuire alla formazione scientifica dei giovani nel campo dei Beni Culturali. Tale formazione è oggi articolata su tre aspetti, quello storico/artistico/archeologico, quello tecnico e quello scientifico, con riferimento alle Facoltà Universitarie sostanzialmente riferito rispettivamente alle Facoltà umanistiche, alle Facoltà Tecniche ed alle Facoltà Scientifiche.